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Il deserto di Tabernas – Racconti di viaggio in Andalusia

Le prime ore del mio viaggio “on the road” in Andalusia sono state subito meravigliose. Dopo essere atterrato ad Alicante e fatta una sosta nella bruttina (…issima…) Torre Vieja, lasciata la costa, il paesaggio cambia diventando sempre più arido e collinoso. Anche se la meta finale è Granada, avevo gia programmato di attraversare e fare magari una breve sosta nel deserto di Tabernas. La strada per arrivarci è molto comoda e poco trafficata e man mano che ci si avvicina, mi è sembrato di rivivere le stesse bellissime emozioni del viaggio attraverso i canyon e deserti americani.


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I paesaggi desertici andalusi sono molto simili a quelli americani, e mi è salita presto l’adrenalina non appena ho sentito l’odore di belle foto.

Lungo la strada, terra piatta e arida si alterna a distese infinite di piccoli alberi di ulivi e poi roccia rossa e formazioni simili alle “mesa” e “butte” dell’Arizona. Incrociamo addirittura un distributore di benzina in stile Route 66. La mia emozione cresce, insieme a quella sensazione di “wilderness” che libera l’anima da tutto lo stress accumulato nella routine di tutti i giorni al lavoro.


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 (tutte le foto in questa pagina sono scattate con l’iphone 6S)

I primi paesaggi che ho fotografato. Ampie distese di ulivi…
La strada verso il deserto

Qui comincia il mio on the road in Andalucia.


Il deserto, dove c’era una volta il West

Il deserto di Tabernas, è molto famoso per essere stato, soprattutto in passato, la location preferita per girare numerosi film western.

Sergio Leone, l’indimenticato regista italiano, uno dei miei preferiti tra l’altro, ha qui girato capolavori come come C’era una volta il WestPer un pugno di dollariPer qualche dollaro in più

Siamo arrivati qui nel pomeriggio, intorno alle 17:00, quando il sole è ancora alto e brucia letteralmente le rocce e la terra gia secca. In zona, ci sono diversi Studios Cinematografici, diventati parchi a tema. Purtroppo, quello che volevo visitere, Fort Bravo, era chiuso al pubblico perchè proprio in quelle ore stavano girando alcune scene di un film. Pazienza.

Ma non è un dramma, perchè il paesaggio intorno, grezzo e naturale, è incredibilmente bello. Girandolo un pò a caso, con la macchina, mi sono fermato a fotografare alcuni punti più belli. A quest’ora della giornata, 17:30 circa, la luce diventa più calda è meno netta, una condizione ideale quando si fotografa.

Altra sosta per fotografare il meraviglioso paesaggio desertico
Selfie time!
Selfie anche per la mia nuova Leica SL


Il set western abbandonato

Ad un certo punto, lungo la strada, ho avvistato quello che probabilmente è una parte di un vecchio set abbandonato: una casettina stile saloon, o meglio solo la facciata principale. Intorno alcuni alberi completemante secchi e piante di agave. Un paesaggio davvero bello e ovviamente, abbiamo parcheggiato e ci siamo inoltrati attraverso questa campagna secca e pungente.

Il set abbandonato

Per un attimo ci siamo sentiti noi catapultati in un vecchio villaggio del west e mi aspettavo, da un momento all’altro, sentire il rumore degli zoccoli di un cavallo montato da un cowboy con vecchi stivali a speroni.


Pronto per usare la mia nuova Leica SL

Tornato alla realtà, ho finalmente cominciato ad usare la mia nuovissima Leica SL per la prima volta in maniera intensa, sia per le foto del paesaggio con il Summicron 28mm f2 ASPH o per qualche ritratto o dettaglio con il Summicron 50mm f2 e con il Pentacon 135mm f2.8 M42, che fortunatamente ho messo in borsa pochi secondi prima di partire. Al primo utilizzo, senza aver letto niente dal manuale, la Leica SL si rivela facilissima e comoda, ma la cosa più utile è lo zoom digitale tramite il piccolo pulsante sul retro che permette di mettere a fuoco con estrema facilità e velocità. Con la piccola Leica M e la messa a fuoco a telemetro, era più difficile.

Camminando nel campo arido, verso il set western
La terra arida

 

Il Pentacon M42 135mm f2.8. Ottima resa sulla Leica SL
Finalmente comincio ad utilizzare intensamente la Leica SL


La città ed il castello di Tabernas

Prima di lasciare il deserto ed attraversare la altrettanto splendida Sierra Nevada per arrivare a Granada, vale la pena una visita alle rovine del Castello di Tabernas che sormonta la dormiente cittadina.
L’accesso è gratuito, anzi, tutto sembra completamente abbandonato, non c’è nessuna barriera o cancello da attraversare. Basta lasciare la macchina nel parcheggio gratuito di un piccolo centro sportivo e salire a piedi fino in cima.
Una volta su, le rovine in se non sono niente di particolare, ma tutto il meglio lo offre il panorama sia sulla cittadina, sovrastata dalle rocce alle sue spalle, e la vista sul deserto. Purtroppo, per questioni di tempo, non ho potuto aspettare il tramonto che immagino sarà stato meraviglioso.

A malincuore ho dovuto lasciare il deserto, ma questa breve sosta mi ha fatto scoprire una parte di Spagna davvero unica e che mi riprometto di fotografare in un viaggio dedicato.


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La macchina per questo on the road

La salita verso il castello di Tabernas

La città di Tabernas vista dal Castello


Conclusioni

Consiglio vivamente di passare qualche giorno tra il deserto di Tabernas e la Sierra Nevada perchè non hanno nulla da invidiare ai più rinomati e scenografici deserti americani.

Per i fotografi di paesaggio, è sicuramente una meta da non perdere!

 


6 informazioni rilevanti da tenere a mente:

  • La distanza dall’aeroporto di Alicante a Tabernas è di 277 Kilometri circa, ci sono diversi limiti sotto i 100km/h durante il tragitto.
  • Le strade in tutta la zona sono in perfette condizioni.
  • Non perdersi la vista sul deserto al tramonto, dalle rovine del castello
  • La visita al castello e tutta la zona del deserto è gratuita
  • Soggetti fotografici: paesaggi e texture
  • Lenti consigliate per questa zona: grandangolo per gli sconfinati paesaggi e teleobbiettivo per catturare i bellissimi pattern che si formano nel deserto e tra le rocce.

Grazie,
a presto, Sabino

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